Impianti di spegnimento a fluido chimico fk-5-1-12 (NOVEC 1230®) | Richiedi informazioni

Descrizione e applicazione

Gli impianti di spegnimento a fluido chimico fk-5-1-12 (NOVEC 1230®) – Dodecafluoro-2-metilpentano-3-one (formula chimica CF3CF2C(0)CF(CF3)2) rientrano anche questi nell’ambito dei sistemi a clean agent (agenti puliti), così definiti perché il loro uso assicura un processo di spegnimento di tipo rapido e pulito, non rilasciando alcun tipo di residuo nell’area in cui viene erogato, infatti dopo che l’agente estinguente viene scaricato, può essere rimosso dallo spazio protetto attraverso una semplice ventilazione, permettendo di riprendere rapidamente le normali operazioni.

Ciò sta ad indicare che anche nel settore degli impianti antincendio, sono sempre più forti ed evidenti i segnali positivi della presa di coscienza a problemi quali: surriscaldamento della terra, di gas serra e della fascia di ozono compromessa e, sempre più spesso si vedono aziende sensibili e attente che provvedono a riorganizzare i processi produttivi e distributivi per tendere alla piena compatibilità ambientale.

Infatti i sistemi di spegnimento gassosi, nell’ultimo decennio, da quando si è proceduto alla graduale sostituzione dell’Halon 1301, hanno subito una grande evoluzione.

Attualmente sono disponibili sul mercato due categorie di prodotti estinguenti da utilizzare sugli impianti, che presentano entrambe caratteristiche da valutare attentamente:

  • I gas chimici, sostanzialmente idro fluorocarburi ed assimilati, che rispecchiano un tempo di spegnimento molto rapido, circa 10 secondi, ma hanno elevati impatti ambientali, oltre alle problematiche, per alcuni di essi, relative al loro tempo di permanenza in atmosfera, prima della loro decomposizione;
    I gas inerti, costituiti da argon, azoto, miscele degli stessi, anche addizionate con biossido di carbonio, presentano degli impatti ambientali pressoché nulli, ma elevate pressioni di esercizio in gioco, oltre al notevole spazio necessario per alloggiare le bombole di contenimento ed al tempo di scarica di circa 60 secondi, molto elevato in caso di richiesta di interventi di spegnimento rapido.
  • Inoltre, entrambe le categorie di prodotti estinguenti, ad eccezione del gas chimico HFC-23, che peraltro ha i più alti valori negativi di effetto serra e di vita media nell’atmosfera, presentano dei margini di sicurezza molto limitati tra la concentrazione di spegnimento richiesta e la concentrazione alla quale non si riscontrano effetti avversi sulle persone; ciò comporta che anche minime discrepanze difficilmente valutabili tra i dati di progetto e di ingegneria rispetto all’impianto installato potrebbero essere gravemente penalizzanti per la corretta realizzazione del sistema di spegnimento.

Il NOVEC 1230, inventato nei laboratori della 3M (società internazionale, leader in numerosi settori merceologici), è un nuovo prodotto che agisce come un fluido antincendio, utilizzato di recente negli impianti antincendio e possiede tutte le caratteristiche per ovviare agli inconvenienti di cui sopra, tipici degli impianti di spegnimento con estinguente a gas chimico o inerte.

Il NOVEC 1230 è un agente estinguente molto simile all’acqua, ma che dell’acqua non ha le proprietà negative quando è utilizzata in determinati contesti pirici. Infatti, spegnere un incendio con l’acqua, laddove sia possibile, presenta spesso effetti negativi: i materiali, gli oggetti, le attrezzature che entrano in contatto con il fluido riportano il più delle volte danni irreparabili. Inoltre l’acqua non può certo essere utilizzata in ambienti soggetti a particolare rischio, quali centrali e cabine elettriche, sale CED e sale apparati TLC.

Il NOVEC 1230, invece, che è un fluido estinguente atossico e non corrosivo, che non conduce elettricità, che evapora rapidamente e che non lascia residui, non danneggia le apparecchiature elettroniche o altri materiali delicati o preziosi presenti all’interno delle aree protette, anche, e soprattutto, salvaguardando la salute delle persone e degli animali.

Questo estinguente è infatti adatto alla protezione di ambienti a rischio di incendio di classe A, classe A high risk e classe B. Tipiche installazioni sono quelle a protezione di centri di elaborazione elettronica e di telecomunicazione e di apparecchiature e non solo: dipinti, disegni e libri, anche antichi, o oggetti di valore elevato in musei o archivi.

Ecco allora che in sede di ammodernamento di un impianto antincendio pre-esistente o in fase di realizzazione di un nuovo impianto di spegnimento, la scelta del prodotto estinguente dovrebbe oggi ricadere, senza ombra di dubbio, sul NOVEC 1230, di cui qui di seguito elenchiamo le caratteristiche di eccellenza.

Il fluido estinguente NOVEC 1230:

Impianto spegnimento fluido Novec 1230

  • È un estinguente pulito: non lascia residui, non è elettricamente conduttivo, non danneggia le apparecchiature;
  • È un estinguente atossico: permette la ripresa immediata delle attività, senza costosi tempi morti di pulizia e ripristino degli ambienti operativi;
  • È un estinguente veloce ed efficace: spegne in pochi secondi raggiungendo qualsiasi punto dell’ambiente protetto;
  • È un estinguente rispettoso dell’ambiente: non figura come gas lesivo dell’ambiente, con un basso impatto per lo strato di ozono in quanto la sua vita atmosferica (ALT) è inferiore ai 5 giorni rispetto ad esempio ai 29 anni dell’estinguente a gas chimico HFC 125; il valore di potenziale effetto serra (GWP – IPCC) è pari a uno, riferito ai 100 anni; e inoltre è classificato ad un basso livello di TEWI (Total Earth Warning Impact);
  • Il suo margine di sicurezza tra la concentrazione di spegnimento e quella alla quale si potrebbero riscontrare effetti avversi per le persone è pari al 69%;
  • Necessita di una pressione di pressurizzazione pari a 25 BAR, circa dieci volte inferiore a quella necessaria ai gas inerti;
  • Richiede una quantità di bombole necessarie a parità di volume da proteggere, inferiore di circa 6 volte a quella necessaria per i gas inerti.
  • Inoltre, altro elemento fondamentale è quello che, essendo il fluido NOVEC 1230 a temperatura ambiente in fase liquida, non necessita per il suo travaso in bombole di costose e complicate apparecchiature, sia per le attività di manutenzione che per quelle di ricarica. In effetti in caso di scarica dell’estinguente, sarà sufficiente versare il fluido nella bombola e ripressurizzare la stessa con una piccola bombola di azoto, operazione che può essere tranquillamente effettuata con una officina mobile.

I principi di funzionamento di questo fluido estinguente sono principalmente:

  • Di trasferimento termico di natura fisica e chimica;
  • Di assorbimento del calore (così come una spugna assorbe liquido);
  • Di rottura dei legami chimici.

Ciascun impianto di spegnimento a gas NOVEC 1230 è composto da:

  • Una o più bombole contenenti Novec 1230 e pressurizzate con azoto a 25 BAR; collegate ad un sistema di tubazioni che lo portano a destinazione;
  • Un sistema di comando ed attivazione;
  • All’estremità delle tubazioni si trovano gli ugelli di erogazione con orifizio calibrato.

Ogni sistema è conforme alla norma NFPA 2001 e calcolato tramite un accurato software di calcolo dedicato, approvato dai principali enti di certificazione per un tempo di scarica inferiore ai 10 secondi.

Rilascio fluido Novec 1230Il processo di funzionamento di questo impianto consiste nell’attivazione dei sensori che rivelano l’incendio nella fase iniziale del processo di combustione, prima ancora che l’occhio umano possa vederne le fiamme. Il sistema rilascia nella zona protetta il liquido estinguente, contenuto in serbatoi pressurizzati con azoto. L’estinguente evapora al momento della fuoriuscita e si diffonde in maniera uniforme nel locale, saturando totalmente l’ambiente (total flooding). Questo sistema di funzionamento ha il grande vantaggio di non doversi preoccupare dell’ubicazione dei materiali a rischio, né della loro conformazione perché crea condizioni omogenee in tutto l’ambiente. Una volta che l’estinguente è fuoriuscito, questo va a soffocare il processo di combustione in quanto assorbe il calore più velocemente di quanto il fuoco sia in grado di sviluppare.
Una volta utilizzato, il sistema viene ricaricato e pressurizzato, anche sul posto se necessario.

Affinché l’impianto venga progettato correttamente e funzioni efficacemente, è importante tenere in considerazione le caratteristiche dell’ambiente da proteggere, tanto che la normativa NFPA prevede espressamente il test di tenuta denominato Door Fan Integrity Test che consiste nella chiusura di tutte le aperture tramite serramenti automatici e soprattutto l’arresto immediato dei sistemi di ventilazione.

In particolari ambienti di dimensioni contenute dove sono presenti numerose aperture più o meno sigillate, da dove può uscire rapidamente il gas estinguente, è frequente l’utilizzo di sistemi a doppia scarica. Dopo la prima scarica, segue una scarica aggiuntiva di “mantenimento” che aggiunge il gas che viene perso attraverso le aperture in modo da mantenere la concentrazione sui parametri richiesti per lo spegnimento.

Il NOVEC 1230 è presente nello standard NFPA 2001 (National Fire Protection Association), nella UNI EN 15004, è registrato nella EPA (U.S. Environmental Protection Agency), nella ELINCS (European List of Notify and Chemical Substances) e nella SNAP (Significant New Alternatives Policy), come agente estinguente per applicazioni locali ed ad inondazione totale in presenza di persone. Infatti, per quanto riguarda i limiti di concentrazione ed esposizione delle persone al gas Novec 1230 si applica quanto stabilito dai sopracitati standard.

I parametri determinanti sono:

  • NOAEL-NO Observable Adverse Effect Level (massimo valore di esposizione all’agente estinguente ovvero concentrazione, a cui non vengono riscontrati effetti collaterali);
  • LOAEL-Lowest Observable Adverse Effect Level (minimo valore di esposizione all’agente estinguente ovvero concentrazione, a cui vengono riscontrati effetti collaterali).


Tabella A
 – Caratteristiche ambientali del NOVEC 1230 e paragone con quelle dell’HFC-125.

PROPRIETÀ HFC-125 (NAF 125 – FE 25) FK-5-1-12 (NOVEC 1230)
NOAEL-No Observable Adverse Effect Level 7,50% 10,00%
LOAEL-Lowest Observable Adverse Effect Level 10,00% 10,00%
ODP (Potenziale Distruttivo dell’Ozono Stratosferico) 0 0
GWP (Potenziale di Effetto Serra) 3.400 1
ALT (Tempo di Permanenza in Atmosfera) 29 anni 5 giorni

 

Tabella B – Concentrazione di spegnimento e sicurezza per le persone del NOVEC 1230 e paragone con quelle del HFC-125.

PROPRIETÀ HFC-125 (NAF 125 – FE 25) FK-5-1-12 (NOVEC 1230)
INCENDI di classe A secondo UNI EN 15004 8,70% 5,60%
INCENDI di classe A h.r. secondo UNI EN 15004 11,50% 5,60%
INCENDI di classe B secondo UNI EN 15004 12,10% 5,90%
Margine sicurezza classe A rispetto a NOAEL ZERO 79%
Margine sicurezza classe A h.r. rispetto a NOAEL ZERO 69%
Margine sicurezza classe B rispetto a NOAEL ZERO 69%

 

Per una valutazione della compatibilità del fluido estinguente NOVEC 1230 con l’ambiente bisogna considerare l’interazione che il gas determina al contatto con la fiamma ed i conseguenti prodotti della decomposizione chimica. Il fluido estinguente NOVEC 1230 infatti al contatto con la fiamma ed il calore produce acido fluoridrico (HF) in quantità ridotte, comunque non dannose per gli esseri umani e per le apparecchiature, in linea con i valori espressi per gli altri agenti estinguenti chimici.

Grazie ai suoi numerosi vantaggi, anche il gas NOVEC 1230 come i gas inerti, l’HFC-23 e l’HFC-227ea, sono stati considerati dall’EPA una valida ed efficace alternativa all’Halon 1301, non più utilizzato nei sistemi antincendio, tanto che tutti i Governi delle varie nazioni nel mondo hanno decretato la dismissione degli impianti ad Halon 1301, che dagli anni 80 in poi hanno lasciato il posto ai sistemi a gas inerti, a HFC-23 e HFC-227ea, solamente in data più recente ai sistemi a gas Novec 1230, che sono stati sviluppati, anche se in tempi diversi, proprio per colmare le esigenze causate dalla loro dismissione.

Manutenzione

La manutenzione dei sistemi di spegnimento a gas NOVEC 1230 è richiamata dal D.P.R. 37/98, dal D.M. 10.03.98 ed è resa praticamente obbligatoria dal D.lgs. n.81 del 2008 dove si cita l’obbligo di mantenere in efficienza tutti i presidi antincendio, infatti il decreto prevede che “gli interventi di manutenzione ed i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio devono essere effettuate nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione o europei o, in assenza di dette norme di buona regola tecnica, dalle istruzioni fornite dal fabbricante e/o installatore”.

Oltre che in accordo con i suddetti decreti ministeriali e legislativi, la manutenzione degli impianti di spegnimento a gas NOVEC 1230 è da effettuare soprattutto in accordo con la Normativa UNI 11280:2012.

La presente norma espone le procedure per la sorveglianza, il controllo e la revisione degli impianti di spegnimento a gas estinguente ed introduce con chiarezza lo scopo principale delle attività di manutenzione, che consiste nella verifica della funzionalità degli impianti e non nella verifica della loro efficacia.

L’utente secondo la norma deve seguire un programma di ispezioni, deve approntare una tabella di manutenzione e deve tenere sempre aggiornate le registrazioni delle ispezioni eseguite.
La manutenzione degli impianti è strutturata in tre fasi distinte, con differenti periodicità di intervento: sorveglianza, controllo e revisione.

Tabella C – Prospetto scadenze manutenzione impianti di spegnimento a gas estinguente.

 FASI PERIODICITÀ
Sorveglianza Ogni 7 giorni
Controllo Ogni 6 mesi
Revisione Ogni 10 anni

La SORVEGLIANZA, consiste in una misura di prevenzione atta a controllare l’impianto settimanalmente tramite l’effettuazione dei seguenti accertamenti:

a. verifica dei valori di pressione indicati dai manometri, posti sulle valvole delle bombole, mediante il confronto dei valori rilevati con quelli indicati sul libretto di uso e manutenzione dal costruttore dell’impianto (detti valori devono tenere conto della temperatura ambientale);
b. per gli impianti a biossido di carbonio, se l’impianto è dotato di sistema di pesatura automatico, verifica dell’assenza di segnalazioni di bombola scarica;
c. verifica che il dispositivo di sicurezza presente sul comando di attivazione manuale sia inserito;
d. verifica di assenza di segnalazioni di guasto o anomalia sulla centrale di rivelazione.

Il CONTROLLO, consiste in una misura di prevenzione atta a verificare semestralmente il corretto funzionamento dell’impianto e la sua conformità al progetto originale, che dovrà essere messo a disposizione dal proprietario o esercente. Dovranno essere eseguiti tutti i controlli e le prove riportate dalla norma, da parte di un tecnico abilitato. Questa fase prevede:

– La realizzazione di un accurato controllo sul locale che ospita l’impianto di spegnimento, sulla rete di distribuzione ed ugelli di erogazione, sul gruppo delle bombole;
– Svolgimento di una prova “in bianco” dell’impianto di spegnimento automatico, con lo scopo di verificare il buono stato di funzionamento degli automatismi del sistema senza provocare la scarica dell’estinguente;
– Svolgimento di una prova “in bianco” dell’impianto di spegnimento manuale.

Da sottolineare che ognuna delle fasi sopraindicate prevede dei sotto controlli specifici e dettagliati.

La REVISIONE, consiste in una misura di prevenzione di frequenza decennale, atta a rendere perfettamente efficiente l’impianto di spegnimento attraverso una serie di accertamenti ed interventi volti a determinare anche lo stato dei componenti che nella fase di controllo vengono solo ispezionati senza lo smontaggio, come per esempio il ricollaudo delle bombole.

Detti interventi di manutenzione devono essere annotati nell’apposito Registro dei Controlli che deve essere tenuto a disposizione del comando VV.F.

Di seguito è riportata la scheda tecnica contenente le operazioni di manutenzione da porre in essere per gli impianti di spegnimento a gas NOVEC 1230.

Nonostante la manutenzione degli impianti di spegnimento a gas NOVEC 1230 debba essere svolta attraverso controlli periodici e regolari nel rispetto di quanto previsto dalla norma, la responsabilità maggiore resta comunque dell’azienda o del titolare della medesima a cui spetta la decisione più importante, e cioè la scelta della società a cui affidare le attività di manutenzione sulle proprie attrezzature ed impianti antincendio.

A tal proposito va sottolineato come il D.lgs. 81/2008 prevede che al momento dell’affidamento del servizio di manutenzione delle attrezzature e degli impianti antincendio è importante verificare l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa come previsto all’articolo 26 del D.lgs. n.81/2008 “Indicazioni pratiche per eseguire la verifica dell’idoneità tecnico-professionale” e all’articolo 27 del D.lgs. n.106/2009, relativo alla qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi.

L’articolo 26 del D.lgs. n.81/2008 prevede che il committente dovrà limitarsi a richiedere all’impresa affidataria del servizio di manutenzione delle attrezzature ed impianti antincendio questi due documenti:

  • Il Certificato di iscrizione alla camera di commercio;
  • L’autocertificazione di possesso dei requisiti di idoneità tecnico-professionali.

La sola ipotesi che, in caso di infortunio, il magistrato possa accontentarsi della richiesta di questi due documenti per non attribuire un’eventuale culpa in eligendo (“colpa nella scelta”) al committente è semplicemente risibile. Già in passato la giurisprudenza ha avuto modo di affermare come questa verifica debba essere sostanziale, non meramente formale.
In effetti di sostanziale nel certificato e nell’autocertificazione richiesta all’articolo 26 c’è solo la carta su cui vengono stampate le autocertificazioni e il certificato, dato che nessuno dei due documenti richiesti è in grado di dare altra informazione che vada oltre la semplice constatazione che l’impresa è abilitata ad operare, ma nulla sappiamo sulla sua capacità di saper operare e, soprattutto, di saper operare in sicurezza, fine ultimo della verifica dell’idoneità tecnico-professionale.

Vediamo allora come integrare questi documenti con ulteriori richieste che possono essere utili al datore di lavoro/committente per fare un buona verifica dell’idoneità tecnico professionale dell’impresa a cui affidare il servizio di manutenzione.

  • DURC – Documento Unico di Regolarità Contributiva. Il DURC garantisce che l’impresa sia in regola con il versamento dei contributi obbligatori, sollevando per altro il committente dalla responsabilità solidale, vigente anch’essa, riguardo al mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali ed assicurativi.
  • Dichiarazione dell’organico medio-annuo ed organigramma dell’impresa. Questa dichiarazione ha la finalità di verificare l’effettiva forza lavoro dell’impresa e le sue capacità organizzative, comprendenti per esempio, la presenza di preposti e/o dirigenti in grado di vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati all’impresa.
  • Nominativi delle figure della sicurezza (RSPP – RLS – Medico Competente) e copie degli attestati di avvenuta formazione. Questi documenti garantiscono che l’impresa ha effettivamente adempiuto ai requisiti di base della normativa in materia di sicurezza. La conoscenza di tali nominativi sarà in ogni caso utile nella successiva fase di redazione del DUVRI.
  • Curriculum dell’impresa. Un curriculum per accertare l’esperienza dell’impresa che contenga l’elenco dei servizi di manutenzione delle attrezzature ed impianti antincendio, eseguiti negli ultimi tre anni.
  • Relazione degli infortuni e delle malattie professionali dichiarate negli ultimi tre anni: è questo un dato molto rilevante poiché caratterizza fortemente la tendenza infortunistica dell’impresa.
  • Possesso di una certificazione BS OHSAS 18001 – Sistema di gestione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. È una certificazione rilasciata da un organismo di certificazione accreditato che attesta che l’impresa è in possesso di un modello di organizzazione e di gestione di cui all’articolo 30 del D.lgs. n. 81/2008, esimente dalla responsabilità amministrativa delle imprese.
  • Attestati di formazione dei lavoratori ed elenco dei dispositivi di protezione individuali. Atto a verificare il rispetto da parte dell’impresa degli adempimenti di base previsti dalla norma.
  • Elenco delle macchine ed attrezzature che l’impresa intende impiegare per lo svolgimento del lavoro, dichiarazione se esse sono di proprietà o meno dell’impresa e presenza o meno del marchio CE, simile elenco è anch’esso indice della professionalità dell’impresa e della sua capacità di saper prevedere con quali modalità svolgere il lavoro che le sarà assegnato. Inoltre, in alcuni casi, il possesso di alcune macchine o attrezzature, che sono state in passato oggetto di importanti investimenti per l’impresa, potrebbe servire a giustificare il costo più o meno basso dell’offerta economica presentata, dato che se esso è già stato ammortizzato, l’impresa sarà in grado di fare offerte più basse rispetto alla concorrente che dovrà provvedere al suo noleggio.
  • Riduzione premio INAIL. Copia della lettera di riduzione del premio infortunistico INAIL nel primo biennio di attività o, in alternativa, dopo il primo biennio ai sensi degli artt. 20 e 24 – Modalità di Applicazione della Tariffa dei premi INAIL – approvata con D.M. 12 dicembre 2000 (per le imprese soggette al D.P.R. 602/1970, tale riduzione può essere applicata solo per i dipendenti).
  • Provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Dichiarazione che attesti che l’impresa non ha subito provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale previsti dall’articolo 14 del D.lgs. n. 81/2008 (per utilizzo di manodopera non regolare o per gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
  • Gestione rifiuti. Dichiarazione che attesti il rispetto delle disposizioni previste dal D.lgs. n.152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”.


Normativa di riferimento
Bibliografia

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